11 Agosto 2018

Potrei raccontare questa storia con una dolcezza velata di tenere lacrime, ma perdonatemi, non ci riesco.

Da un po’ di tempo una mia amica di Sanremo mi chiedeva di andare con lei in spiaggia, nello stabilimento dove si reca da anni.

Ieri finalmente ci sono andata dopo il lavoro.

Ho pagato il mio ingresso e mi sono cambiata nella sua cabina.

<< Potresti cambiarti anche in mezzo alla spiaggia, tanto qui nessuno vede più niente.>> ha detto Roberta ridendo, ma non ho capito a cosa si riferisse.

I nostri lettini erano nella seconda fila, ombrellone numero 13, e intorno a noi, rigidamente distesi con le mani intrecciate sul petto riposavano decine di vecchietti, mentre altri deambulavano in tondo senza una meta.

Alla mia sinistra c'era una signora rinsecchita e grinzosa, con mani artritiche dalle unghie lunghissime, laccate sapientemente di rosso, in totale stato vegetativo.

<< Cazzo, sembrano tutti morti.>> ho sussurrato per non farmi sentire.

<< Non sono morti, sono diversamente vivi.>>

Abbiamo cercato di controllare la risata, ma è stato difficile.

Una cariatide in prima fila è resuscitata urlando:

<< Carla, andiamo a fare il bagno?>>

<< Carla è completamente sorda.>> mi ha informato Roberta.

Carla si è riscossa dal sonno ancestrale in cui era caduta rispondendo urlando:

<< Arrivo.>> e scuotendo la testa dai capelli meravigliosamente cotonati e tinti in una sfumatura violetta, si è alzata a rallentatore.

Alla destra di Roberta un anziano bruciato dal sole come una patata arrosto con la buccia e il viso piatto come se avesse preso una facciata contro un muro, ha urlato:

<< Vengo anche io, aspettatemi. Chiamate Massimo.>>

Lo avrebbero aspettato sicuramente, anche perché le due carampane erano ancora in fase di decollo.

<< Massimo è il bagnino e con il suo collega Alessandro li accompagnano a fare il bagno uno per uno. Sono gentilissimi.>> si è premurata di spiegare Roberta.

Massimo e Alessandro hanno preso di peso una signora e l'hanno fatta entrare in acqua.

Carla ha aspettato il suo turno perché comunque non avrebbe potuto orizzontarsi nemmeno con un sestante ed una bussola, poiché in possesso di occhiali dalle lenti bifocali che le facevano sembrare le pupille grandi come arance.

Quando è arrivato il suo momento i bagnini l'hanno sollevata per le braccia, mentre lei si lamentava a voce alta.

<< Attenti, aiuto, ahi, ahi, attenti...scivolooooo....>> e così via, mentre io ero completamente affascinata dalla scena poiché tutto accadeva alla moviola.

Entrata in acqua si è lasciata andare come una bottiglia vuota, alla deriva.

Un'altra signora è stata presa di peso e ha fatto la stessa fine.

<< Conta esattamente 30 secondi e vedrai che fanno correre il bagnino perché sono stanche e vogliono uscire, e questo entra e esci va avanti tutto il giorno all'infinito.>> mi ha fatto sapere Roberta ridendo. Infatti la scena si è ripetuta più volte tale e quale.

Un signore in piedi presso la prima fila di lettini ha commentato:

<< Caspita, hanno fatto il nuovo record, venticinque secondi netti.>> e poi ha tossito per un quarto d'ora per lo sforzo di aver parlato.

<< E' stato un accanito fumatore.>> ha aggiunto Roberta, continuando a fornirmi informazioni sui degenti.

Un altro signore ha commentato rivolto a me:

<< Sono due imbecilli. Ovvio che scivolano, non si mettono le scarpette di gomma antiscivolo. Lo sa che hanno anche gli spazi per le dita? Almeno le puoi muovere senza problemi.>> e con una lentezza esasperante ha tirato fuori da una borsa di paglia un paio di calzari di gomma antiscivolo con le dita, di color rosa, identici a dei guanti per lavare i piatti.

<< Io sono un ingegnere in pensione, so tutto sulla aerodinamicità. Con questi non puoi scivolare neanche volendo. Quando nuoto vado veloce come un fulmine, come se avessi le pinne.>> mi ha fatto sapere convinto.

Roberta mi ha lanciato uno sguardo significativo e ha sentenziato:

<< Questo l'abbiamo perso!>> E' seguita una risata interminabile.

Davanti a noi un altro signore si agitava contorcendosi in mille mosse.

<< Guarda che quel signore si sente male.>> ho detto preoccupata.

<< No, sta ballando. Crede di essere John Travolta.>>

<< Conosci proprio tutti qui. Da quanto tempo ci vieni?>>

<< Da quando sono nata e venivo con nonni e genitori. A questo posto mi legano un sacco di ricordi e poi mi diverto come una matta.>>

<< Non ho dubbi.>> ho esclamato ridendo, e poi ho proposto una nuotata.

L'ingegnere era ancora intento ad infilarsi i calzari, con scarsissimi e deludenti risultati.

Mentre galleggiavamo felici un vecchio signore attraente come una medicina scaduta, che galleggiava nelle vicinanze, ci ha fatto l'occhiolino.

<< Questo è un dottore in pensione, ma da lui non mi farei curare neppure un brufolo. E' un viscidone, e poi se attacca bottone non la smette più di parlare. Scappiamo.>> ha esclamato Roberta, e per istinto di sopravvivenza ci siamo dirette verso la piattaforma galleggiante come fossimo in possesso del corpo della Pellegrini.

Ci siamo arrampicate, rimanendo distese ad ondeggiare come meduse spiaggiate, pensando di averla fatta franca.

Dopo un po’ un rumore sordo ha colpito la zattera, e pensando che ci fosse uno tsunami in corso, siamo scattate a sedere come delle molle.

Appeso al bordo c'era il play-boy avvizzito, il quale ha cominciato una scalata inconcludente per raggiungerci.

Tirava su un braccio e gli scivolava la gamba che aveva sollevato, e viceversa.

In un primo momento si è aperto nel mio cuore uno scomparto dedicato esclusivamente alla tenerezza, ma poi non sono più riuscita a trattenere le risate.

Ad un tratto si è buttato sulla zattera a corpo morto con tutto il busto, tenendosi ancorato con tutte le sue forze, come uno sopravvissuto alla sciagura del Titanic, poi piano piano ma inesorabilmente è scivolato in acqua. Ho riso tanto da sentirmi male, con Roberta che rincarava la dose con commenti idioti.

Arrivate in spiaggia ci siamo fatte una doccia.

<< Ogni volta che il dottore cerca di salire sulla zattera mi godo la scena dal lettino. E' stata la prima volta che me la sono gustata da vicino. Impagabile.>> ha detto Roberta ridendo come una matta.

Quando abbiamo raggiunto l'ombrellone per prendere le nostre cose, l'ingegnere aerodinamico stava ancora cercando di infilarsi i calzari antiscivolo color rosa.

E meno male che le imbecilli erano Carla e la sua amica.

<< Ma dove è finita Carla?>> ho domandato << non c'è più.>> ho constatato.

<< L'avranno dimessa!>> ha esclamato Roberta facendomi ridere.

Ci siamo recate in cabina e ci siamo vestite, e prima di andare via ci siamo voltate verso il mare, dove il dottore, riuscito a salire sulla zattera galleggiante, non riusciva più a scendere.

Per nulla al mondo ho voluto perdermi la scena.

Dopo decine di tentativi andati a vuoto è riuscito a buttarsi in acqua rotolando su se stesso e cadendo con un tonfo.

Mi sto ancora asciugando le lacrime.

Mentre uscivo da quella dimensione per rientrare nella realtà terrestre mi è sembrato di sentire le voci delle infermiere che si davano il cambio per i turni di lavoro.

Dada abbraccia tutti i lettori adolescenti, giovani e adulti ancora in forza, e vi ricorda di godere appieno delle vostre forze e dei vostri affetti, ora, in questo preciso particolare presente.

Un abbraccio speciale a tutti coloro che stanno vivendo la terza età, poiché senza di voi, noi non saremmo qui. Grazie.