27 Luglio 2018

Ieri mattina ho assistito mio malgrado ad un dialogo tra due amiche, le quali probabilmente non si vedevano da un po’.

Treno diretto a Ventimiglia. Seduta davanti a me c'era una giovane donna abbigliata come per una festa anticipata di carnevale. Avvolta in un miscuglio di stili e pizzo nero trasparente che in pieno giorno fa tanto fine.

Aveva i capelli raccolti decolorati e sfibrati, in una striminzita coda di cavallo. Si sarebbero potuti utilizzare per raschiare le bruciature sul fondo di una padella.

Alla sua sinistra c'era un ragazzino obeso sui 13/14 anni con i capelli rasati sui lati della testa e un ciuffo rigido nel centro in stile "Cresta di gallo", sparato verso l'alto e giallo pannocchia, il quale si armonizzava perfettamente con le sopracciglia color carbone, unite alla radice.

Il posto accanto al mio era vuoto. Poco dopo è arrivata un'altra giovane donna, ornata di orrida bigiotteria.

Sottoscrivo il dialogo esattamente per come è avvenuto, compreso di errori lessicali.

<< Carmela, ma sei proprio tu?>>

<< Si, Pamela io sono.>>

" Ecco" ho pensato " un incontro ravvicinato tra mele." La madre ha fatto segno al figlio di alzarsi spingendolo per le spalle, per lasciare il posto l'amica ritrovata.

Il ragazzino si è seduto accanto a me con un tonfo terribile.

<< Ma come ti sei ingrassata Carmelina e ti sei anche sciupata malamente.>> ha esordito Pamela, l'amica che ogni donna vorrebbe vedere quando è giù di morale.

<< Tutta colpa della gravidanza.>>

<< Che bella notizia, sei incinta?>>

<< No, avessi Salvatore tredici anni fa. E' lui. Salvatore unico amore meraviglioso, saluta Pamela a mamma.>>

Tolto il fatto certo che la gravidanza l'ha conclusa nel lontano 2005, per cui avrebbe dovuto perdere due o tre chili, al suo unico amore meraviglioso non fregava un benemerito nulla di Pamela, anche perché era intendo ad ingozzarsi di patatine unte e bisunte, che prendeva a manciate da una busta gigante formato famiglia.

All'invito della madre, Salvatore ha emesso un grugnito cinghialesco seguito da sputacchi vari, formati da rimasugli di patatine masticate, i quali hanno colpito i miei pantaloni senza pietà.

<< Salvatore stai attento che sputi la signora e ci sporchi i pantaloni.>> l'ha redarguito la madre con poca convinzione.

<< Ci scusasse signora, è solo un bambino. Deve vedere com'è simpatico quando fa le puzze. Sono puzze da soffoco, brutte brutte.>> ha aggiunto Carmela, incapace di mascherare la propria nobiltà.

Accertato il fatto che preferirei non assimilare la puzza delle sue scoregge simpaticissime, ho sussurrato un flebile:

<< Nessun problema.>> pulendomi subito dopo con una salvietta igienizzante, che mi porto sempre dietro.

Pamela ha salutato Salvatore:

<< Ciao Salvatore, come stai?>>

L'unico amore meraviglioso ha emesso un altro grugnito cinghialesco e ha tirato fuori mezzo metro di lingua.

<< Hai visto com'è simpatico?>> ha domandato Carmela inconsapevole della propria stupidità.

" Certo" ho pensato " è simpatico come una merda nell'infradito."

<< Simpaticissimo.>> ha risposto Pamela, ma dall'espressione si capiva che avrebbe voluto sopprimerlo.

<< Che classe fa?>> ha poi domandato tanto per dire qualcosa.

<< La quinta elementare. Bello a mamma.>>

<< Scusa, ma non hai detto che ha tredici anni?>>

<< Si, ma la scuola non fa per lui. Lui sogna in grande. Si sta preparando per il provino di amici.>>

<< Davvero? E su cosa si prepara?>>

<< Danza.>>

Tolto il fatto inequivocabile che per fare danza ci vogliono capacità motorie ed estetiche che in Salvatore sembravano scarseggiare,  Carmela non ha preso in considerazione il fatto certo che la maestra Celentano lo farebbe uscire senza neanche farlo passare dal via.

Pamela non ha risposto, e per un decimo di secondo ci siamo guardate con un'espressione dubbiosa. Infatti ha cambiato discorso.

<< Il lavoro come va?>>

<< Mi hanno lasciata a casa. Faccio la casalinga.>>

<< MI dispiace molto, con un solo stipendio si fa fatica.>>

<< Non arriviamo neanche a metà mese. Le lezioni di danza di Salvatore costano una lira di Dio. Viviamo con i miei suoceri che hanno ancora due figlie che studiano.>>

Secondo voi potevo puntualizzare che le lire non c'entrano un fico secco, ma si dice l'ira di Dio? E anche no.

<< Allora hanno una casa grande!>> ha esclamato Pamela sollevata.

<< No, piccola piccola. Ci siamo sistemati nel divano-letto del salottino. Ci dormiamo tutti e tre stretti stretti.>>

<< Perché non cerchi lavoro?>>

<< E dove cerco? Poi non si trova nulla, con questi africani che ci rubano il lavoro.>>

<< Se non ti offendi avviso un mio amico che ha un ristorante e sta cercando un lava piatti e un aiuto cuoco.>>

<< Lava piatti? Ma ti bevi il cervello? Io non ci vado a lavare i piatti che sporcano gli altri, io ho una dignità da difendere, e poi ho deciso di fare un altro figlio.>>

La voce del Capostazione ha annunciato la fermata di Ventimiglia proprio nel momento in cui avrei voluto dire a Carmela di farmi il piacere di non riprodursi e che probabilmente non conosceva a fondo il significato della parola dignità. E' stata la mia fortuna, perché probabilmente ora non sarei qui seduta alla mia scrivania.

Carmela è scesa per prima, poi si è voltata verso Pamela:

<< Scendimi il bambino. Vieni a mamma Salvatore, fai un salto come fai sempre tu.>>

Immaginando Salvatore fare un bel salto ho visualizzato sua madre schiacciata sulla banchina, come una cacchina di cane.

Li ho osservati mentre si allontanavano. Che dire? Mi mancherà non incontrarli più? Buon fine settimana a tutti i miei lettori e un grande abbraccio dalla vostra amica Dada, che nella sua vita, quando si è trovata senza lavoro, non ci ha pensato due volte a lavare i piatti usati da altri.