23 Luglio 2018

 

Nel tardo pomeriggio di ieri sono scesa in spiaggia con il mio amico Matteo, sotto un sole liquido che si spandeva all'orizzonte tremolando.

Sono sempre felice di passare del tempo con Matteo, perché siamo sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda, e basta un solo sguardo per intenderci. Non abbiamo bisogno di parole.

Mi sono coperta la testa con un capello di paglia fuori misura e abbiamo steso i nostri teli di spugna in mezzo ad una masnada d'esseri sudanti e urlanti, cercando di fare il possibile per non avere i piedi del vicino sulla faccia.

<< Cacchio Daria, sei più bianca delle chiappe di una suora.>> ha esclamato Matteo quando mi ha vista in costume.

<< Vero, non prendo quasi mai il sole perché ha l'abitudine di farmi sudare, e a meno che io non stia facendo ginnastica, sudare non mi piace.>>

<< Facciamo il bagno?>> mi ha domandato già insofferente.

Mi sono alzata e l'ho seguito, saltando a zig-zag tra gli altrui asciugamani.

Sulla battigia l'acqua ristagnava bollente formando cerchi vibranti intorno ai culi dei bagnanti in ammollo, appiccicati l'uno all'altro in uno spazio grande quando una vasca da bagno.

Abbiamo cercato di superare la barriera umana fendendo l'acqua a calci, ma non ci siamo riusciti, e allora siccome solo una sconvolgente esperienza può farti cambiare direzione, abbiamo deciso di accontentarci di una doccia.

Davanti alla doccia c'era una coda formata da più di dieci persone, ma non abbiamo mollato attendendo il nostro turno sotto il sole cocente, fino a quando anche il signore davanti a noi, decrepito e in stato avanzato di decomposizione si è buttato sotto la doccia.

Dopo essersi bagnato per bene ha cominciato a ravanare dentro il costume slabbrato.

" Deve essere imparentato con i mutandari." ho pensato.

Si scuoteva gli zebedei come fossero stati una frasca di foglie al vento, ed a un tratto una palla rinsecchita è fuori uscita dal costume slabbrato.

Matteo ed io abbiamo alzato gli occhi al cielo facendo finta di scrutare un'improvvisa invasione aliena, organizzata per rapire l'umanità, ma quando abbiamo abbassato lo sguardo, il signore stava ancora ravanando con grande scrupolo.

<< Cosa pensa di trovarci? Un meraviglioso tesoro?>> ha esordito Matteo a bassa voce girandosi dalla parte opposta.

<< Chissà, magari è scritto anche sulla sua carta d'identità sotto la voce "Professione: Ravanatore di Zebedei.">> ho risposto, con la conseguenza che siamo scoppiati a ridere.

<< Forse spera di trovare cose sconosciute che non sapeva d possedere.>> ha aggiunto Matteo asciugandosi le lacrime per il troppo ridere.

Ridevamo così tanto da non riuscire a fermarci.

<< Sta cercando di fare il formaggio.>> ho detto io tra una sghignazzata e l'altra. Non riuscivamo neanche a respirare.

<< Da qualche parte ho letto che l'essere umano punta sempre all'orizzonte, e che questa è la sua grandezza, ma non mi sembra questo il caso.>> ha commentato Matteo ridendo a crepapelle, ormai non si fermava più.

Abbiamo sbirciato per vedere se aveva finito la severa ispezione di pulizia, ma non era così, perché era il turno del ravanamento in mezzo alle chiappe.

<< Secondo te, sarebbe scortese da parte nostra se gli dicessimo di piantarla lì perché fa veramente schifo?>> mi ha chiesto Matteo continuando a ridere.

<< Passerò il resto della serata a vomitare se non ce ne andiamo immediatamente, e tu dovrai tenermi i capelli!!!!>> l'ho minacciato ridendo.

Poi la sorpresa.....il signore si è girato di colpo rivelando la struttura eretta in bella vista.

<< Dicono che la posizione eretta è la posizione della dignità.>> ha commentato ancora Matteo mentre piegavamo i nostri teli dopo aver rinunciato alla doccia.

<< Come dicevi prima, non credo che sia questo il caso.>> e giù a ridere come due scemi.

<< Poverino, magari vive in una realtà separata. Forse il suo pisello ha doti speciali.>> ha perseverato Matteo.

<< Smettila immediatamente, mi sento male.>> l'ho pregato tenendomi la pancia.

Alla fine la doccia l'abbiamo fatta a casa e poi abbiamo cucinato aspettando Davide.

Credo che non ci sia nulla di male a soddisfare i bisogni primari davanti al mondo, come bere, mangiare, dormire, ma credo anche che alcuni di essi possano essere espletati serenamente tra le mura di casa propria.

Un grande abbraccio dalla vostra amica Dada, convinta senza ombra di dubbio, che gli alieni facciano tranquillamente a meno di rapire il signore della doccia e i suoi straordinari zebedei.