13 Luglio 2018

 

Dopo le vacanze nel campeggio in Corsica il mio ex marito ebbe il buon gusto di non propormi più vacanze sotto una tenda, fino a quando dopo l'ennesimo intervento per diventare mamma, il ginecologo mi consigliò un rilassante riposo in una pineta sul mare.

Il mio ex marito scelse " Deiva Marina ", ma solo perché dei suoi colleghi ci andavano da anni con le loro rispettive fidanzate e mogli.

Era un campeggio di roulotte, e per scrivere ciò che afferma Google, sono rimorchi speciali detti anche Caravan o Trailer, fatti per essere trainati da vetture e strutturati per essere abitati durante le soste.

Nel nostro caso era immobile e senza ruote, posizionata su bancali di legno ai limiti di una radura dentro la pineta.

Descritto così sembra fantastico, a parte il fatto che avevo ancora i punti dell'intervento e una pancia gonfia come quella del Gabibbo, quindi partire mi sorrideva come buttarmi da un viadotto.

Appena sono scesa dall'auto ho pestato una merda con i miei nuovissimi sandali di Pollini.

Giuro.

La roulette era microscopica e claustrofobica. assolutamente non adatta per entrarci, figuriamoci per abitarci. Se non altro se uno di noi due avesse avuto un mancamento da calo di pressione, sarebbe rimasto miracolosamente in piedi.

Ogni sera per andare a dormire dovevamo costruire il letto incastrando due assi di legno tra i lati opposti della roulotte, e che poi coprivamo con un materassino di gomma piuma che fungeva anche da divano, e chiamarlo materassino è un insulto a tutti i materassini della Terra.

Dormivamo strizzati come sardine sudando come bestie da somma, che in piena estate è ciò che serve per riposare bene.

Ogni roulette possedeva all'esterno, dalla parte opposta, la propria cucina.

Quando la vidi domandai:

<< Cos'è la cucina della Barbie?>>

Ma non poteva essere perché la cucina giocattolo della Barbie era più grande.

La doccia era posizionata a km 700 dalla roulotte, bloccata dentro un parallelepipedo di legno, anche quello anti caduta da svenimento.

Quando ti lavavi ti sentivi osservata da mille occhi, perché dentro c'era di tutto, dalle vipere mortali al cosiddetto e famoso " Gurzo del Borneo meridionale ".

Una volta ho sentito un fischio e un applauso di apprezzamento.

Il cesso era (guarda il caso) alla turca e tanto per rimanere sull'elegante ogni volta che si usava bisognava andarci con una maschera antigas e alcune attrezzature anti batterio, poiché la fossa biologica non funzionava.

Ogni sera il gruppo festoso dei vacanzieri si riuniva al grande tavolo centrale per condividere la cena, di conseguenza mi ritrovavo con persone di cui non gradivo la compagnia, come la coppia che a tavola continuava a slinguarsi senza tregua.

Smettevo di mangiare e me ne andavo altrove, ma con la fortuna che avevo beccavo sempre qualche anziano di ritorno dal bagno, con ancora il rotolo di carta igienica in mano, il quale mi fermava sul posto per raccontarmi con allegria quanto e come fosse andato di corpo.

Cosa che mi stimolava il vomito e una grandissima invidia, poiché anche a Deiva Marina il mio intestino si rifiutò di collaborare.

Tutta colpa del Capo Villaggio, originario di Aulla, che ogni giorno impastava i testaroli, un'ora sì e l'altra anche, propinandoceli ogni santa sera, neanche fossero un rimedio per ogni male fisico.

Il lunedì della seconda settimana le coppie più giovani ebbero l'insana idea di organizzare una nuotata verso degli scogli in mezzo al mare.

Mentre partivamo con i nostri teli il Capo Villaggio ci consigliò di stare molto attenti perché gli scogli erano abitati da decine e decine di ricci giganti.

Ma secondo voi chi ha preso in pieno due ricci sotto la pianta dei piedi e tra le dita?

Ovviamente io. Giuro. Pronto soccorso e due ore di barella con un medico paziente provvisto di pinzette e lente, il quale mi tolse gli aculei, rischiando di venire ucciso ogni volta che ne estraeva uno. Numero esatto di aculei: 30.

Seduta sul sedile posteriore dell'auto con la gamba stesa e il piede fasciato come un cocomero mi sono asciugata due lacrime.

<< Ti stai divertendo?>> mi ha chiesto il mio ex marito.

<< Se non mi riporti a casa entro due ore al massimo il nostro matrimonio finisce qui.>>

Due ore dopo ero a casa, e il nostro matrimonio non ha funzionato a prescindere.

La causa non è stata la vacanza in campeggio, però ha aiutato moltissimo.

Dopo la conclusione del mio matrimonio appena sentivo un uomo parlare di campeggio scappavo a gambe levate.

Cari amici lettori vi ringrazio tutti, anche coloro che in campeggio si stanno divertendo

come matti.

Un bacio dalla vostra amica Dada.