7 Luglio 2018

 

Ieri mi sono svegliata carica di energia, di conseguenza sono andata a correre, cioè sono andata a fare una camminata veloce e sostenuta, che in estate è sufficiente per farti sudare come un maiale.

Mentre le prime luci dell'alba infiammavano il cielo sono uscita con le cuffiette nelle orecchie.

La passeggiata al mare di Bordighera a Ponente continua sino a Ventimiglia e a Levante sino ad Arma di Taggia, per cui devi stare attenta a non farti rapire dall'infinito orizzonte, altrimenti ti ritrovi in Spagna o in Toscana.

Nonostante siano solo le 5.30 del mattino, la concorrenza di donne desiderose di perdere anche solo mezzo etto è spietata.

Tutte fasciate in tutine rivelatrici. In poche parole, se vuoi mettere in risalto tutti i tuoi difetti fisici perché ne vai orgogliosa, indossa qualcosa di aderente e vedrai che non sarai delusa.

Ovviamente tra le donne che corrono o camminano frenetiche, ci sono anche scattanti ventenni con il culo di marmo, e guardandole vengo presa dallo sconforto e penso al bellissimo sedere che avevo a trent'anni e mi viene da piangere, ma poi alzo le spalle e mi dico:

<< Non fare la stupida, la gioventù e la bellezza le hai ottenute, e solo che sono passate, bruciate nel focolare del tempo.>>

Certo " Gioventù bruciata" come nel film di James Dean, che per dirla tutta e sino in fondo, è stato il film più brutto che ho visto nella mia esistenza, e James Dean non mi è mai piaciuto, né come attore né come uomo.

Comunque basta guardare una propria foto anche solo di due anni prima e comprendi che non puoi barare.

Arrabbiata con il tempo che passa ho continuato a camminare come un treno, con il sudore che mi colava da ogni poro e provando una sensazione bellissima, perché quando cammino in solitudine la mia mente è libera di spaziare. Le idee più felici mi sono venute camminando e sudando.

Mentre elaboravo questo pensiero prendendone atto, mi sono sentita toccare una spalla.

Mi sono girata togliendomi le cuffiette. Davanti a me c'era la figlia di una signora conosciuta in piscina dieci anni prima, quando mi era venuta la scimmia dell'acqua-gym.

Ho avuto un moto di sconforto, perché la ragazzina che avrà più o meno diciotto anni, è una rompi palle stratosferica, che prova piacere nel farti perdere la pazienza, facendo di essa la sua camera dei giochi.

L'ultima volta che l'ho incontrata con sua madre alla Coin di Sanremo, lo scorso Natale, era preda di una crisi nevrotica, perché non ha trovato una lima per le unghie color lilla.

L'ho salutata, anche se avrei voluto far finta di non riconoscerla, poiché aveva i capelli tinti di rosso carminio e il viso truccato come una bagascia da sbarco.

Diciamo che la sua mancanza di buon gusto si nota lontano un miglio. Mi sono vergognata per lei, perché considero necessario il ritegno e la moderazione.

Camminando accanto a me ha blaterato senza sosta, inconsapevole del mio più totale disinteresse, e dicendo qualsiasi scemenza le passasse per la testa.

<< Ma mi stai ascoltando?>>

<< Certo.>>

<< Quindi cosa ne pensi?>>

<< Di che?>>

 << Del fatto che la mia vicina di casa ha lasciato il suo ragazzo.>>

<< La tua vicina di casa è una tua amica?>>

<< No.>>

<< Allora sono fatti che non ti riguardano.>>

<< Ma la riservatezza è antica, è passata di moda.>>

<< Non cambia, non sono fatti tuoi.>>

<< Ma dai, si fa per parlare.>>

<< Se vuoi parlare raccontami di te e dei tuoi progetti.>>

Riporto il dialogo parola per parola:

<< Il rapporto con mia madre è catastrofico. E' una rompi cazzo patentata, per non parlare di mio padre. Un vecchio lunatico che mi passa venti euro al giorno. Tirchio di merda. Litighiamo sempre, ma un giorno o l'altro lascerò questo posto di merda e vedranno. Vado a fare il provino per entrare al Grande Fratello. Voglio coltivare i miei desideri e loro non possono impedirmelo. Darei il culo per entrare al Grande Fratello.>>

In quel momento ho incontrato una mia ex collega, ci siamo fermate per salutarci, senza ovviamente baciarci, visto il sudore capiente.

<< E' tua nipote?>> mi ha chiesto mentre la pivella si sedeva sfinita su di una panchina.

<< No, non è mia nipote, e per essere sincera non la vorrei neppure in regalo.>>

Dopo aver condiviso una risata di muta comprensione ci siamo salutate. Ho guardato l'orologio e ho deciso di tornare indietro.

La futura GF mi ha seguita avvolta da un manto di scazzo.

<< Dicono che fare movimento all'aperto giova agli stati depressivi, ma io mi sento esattamente come prima.>>

<< Sei depressa?>>

<< No, ma immagino che tu lo sia per forza. Sei vecchia e arrivata al capolinea.>>

<< Grazie mille, ma dimmi di te, poco fa hai detto che vorresti entrare nella casa del Grande Fratello per dare spazio ai tuoi desideri. Sai recitare?>>

<< No.>>

<< Cantare?>>

<< No.>>

<< Scrivi poesie?>>

<< No.>>

<< Leggi molto?>>

<< Leggere mi fa cagare.>>

<< Hai una pallida idea del lavoro che vorresti fare?>>

<< Io non voglio lavorare, voglio essere mantenuta.>>

Ho guardato l'orologio:

<< Devo salutarti o arrivo in ritardo. Sai, noi vecchie lavoriamo.>>

Mentre tornavo a casa ho pensato che avrei voluto dirle:

<< Bè, considerando le tue prospettive future, l'unica cosa che potrai fare nella vita, è dare via il culo. Ciò che desideri fortemente.>>

Non ho dubbi che la ritroverò al Grande Fratello fra qualche anno, ma in basso cade chi troppo in alto vola.

Un abbraccio dalla vostra amica Dada che si sarà anche bruciata la gioventù e la bellezza, ma non il cervello.