27 giugno 2018

 

Qualche settimana fa, ho comprato in un negozio di cose usate una scatola enorme

di vecchie lettere, le quali mi servono per cercare nuovi spunti per i miei racconti e anche per capire meglio la psiche umana. Quando giro  per mercatini mi diverto molto a scovare

vecchie missive.

A casa ho aperto lo scatolone e ho cercato di decifrare il primo pacco di lettere.

Qualche volta la scrittura sembra un tracciato di un elettrocardiogramma e per capirci qualcosa ci metto ore, ma poi c'è la soddisfazione di trovare qualche sorpresa inaspettata.

In questo caso ho capito che si trattava di un dialogo tra una figlia, andata a vivere

lontana dalla casa natia dopo il matrimonio e la madre.

Le lettere sono datate intorno ai primi anni trenta, ed io mi sono divertita ad estrapolare

frasi e relative risposte.

Prima lettera. Figlia.

" La casa è molto grande e tenerla pulita è un impegno oneroso e pesante. Tra le pulizie,

occuparmi della dispensa e della cucina, della lavanderia e del giardino, la sera sono così

stanca che non riesco a tenere in mano un libro…e tu sai quanto mi piaccia leggere."

Madre.

" Tenere la casa pulita e lustra come un diamante, deve essere lo scopo primario della

tua nuova vita di moglie. Io l'ho sempre fatto e non mi sono mai lamentata, neppure nei

momenti più neri."

Seconda lettera. Figlia.

" Ultimamente non ho avuto un attimo di respiro. Spero di poter andare a fare una passeggiata domenica mattina, dopo la messa."

Madre.

" L'unico scopo della tua vita sembra essere il divertimento."

Terza lettera. Figlia.

" Purtroppo non è una slogatura, ma una frattura. Mi ricovero oggi stesso, mi dovranno

steccare e poi ingessare. Il dolore è atroce."

Madre.

" Cosa mai faresti se avessi il mio mal di testa?"

Quarta lettera. Figlia.

" Domani devo assolutamente pulire il giardino, perché è infestato dalle erbacce."

Madre.

" Le erbacce hanno tutto il diritto di crescere. Non lamentarti."

Quinta lettera. Figlia.

" E così, parlando con Elena abbiamo deciso di iscriverci al corso di creazione floreale. Ci riuscirò! "

Madre.

" La cosa ti sfuggirà sicuramente di mano, perché non sei mai stata costante in niente. Ti ricordo comunque che troppa sicurezza porta inevitabilmente all'arroganza."

Sesta lettera. Figlia.

" Il parto è stato difficile e sia io che la bambina abbiamo rischiato la vita."

Madre.

" Quando si tratta di suscitare compassione in chi ti vuole bene, mostri un'acutezza sorprendente. Il giorno che sei nata tu, prima del parto ho impastato duecento ravioli e pulito in ginocchio il pavimento della cucina."

Settima lettera. Figlia.

" E' tornato il freddo, ho dovuto riesumare il cappotto che avevo già spazzolato e messo in naftalina."

Madre.

" Sei fortunata, io alla tua età il cappotto non lo possedevo."

Ottava lettera. Figlia.

" Finalmente dopo tre lunghi giorni di pioggia e grigiore è spuntato il sole."

Madre.

" Presto il buio dell'inverno coprirà ogni cosa."

Nona lettera. Figlia.

" Ieri è mancato un cugino di terzo grado di mia suocera, quasi centenario. Non credo che andrò al funerale, non lo conoscevo."

Madre.

" Sei la solita inconsolabile esagerata. Come sai la morte è l'unica certezza della vita umana, e arriverà anche per te, senza ritrattazioni, abbigliata di nero e con la falce in mano, nascondendosi dentro il suo mantello con cappuccio. Essa non vuole farsi vedere, e tu non saprai mai né quando morirai, né come morirai. Sarà lei a riportarti nel luogo da dove sei venuta. Busserà crudele alla tua porta per coglierti nel sonno della notte, non facendo più rumore di un alito di vento, agitando il mantello come ali di rapace. Si siederà sulla sponda del tuo letto aspettando l'esalazione del tuo ultimo respiro, perché è avida di terrore, tragedia, disgrazia e malattia."

A quel punto ho smesso di leggere e sono sbottata:

<< Cazzo, mi auguro che non abbia mai fatto volontariato in qualche centro anti suicidi.>>

Povera figliola, credo che dopo aver letto ogni singola lettera della madre, si sia fatta di assenzio sino allo sfinimento per trovare il nirvana.

Nelle lettere della madre ho accertato una tragica assenza di qualsivoglia sentimento che ricordasse la sensibilità materna. Ho sospirato e mi sono predisposta a leggere l'ultima lettera della figlia un po’ sconsolata.

La missiva però era indirizzata alla sua amica del cuore Virgina e scritta su una sottile carta color glicine, con una scrittura più leggera, come fosse scevra di qualsiasi pensiero negativo.

" Cara Virginia, ......... ecc.......ecc.......ecc........e finalmente ieri mattina abbiamo sepolto mia madre. Tutti noi abbiamo tirato un sospiro di sollievo, anche i mobili e il cane. A volte non ci rendiamo conto delle fortune che ci capitano."

Penso di aver riso per un'ora. Guarda cosa possono fare delle vecchie lettere ingiallite.

Un abbraccio dalla vostra amica Dada.