25 giugno 2018

 

L'estate è un tripudio di cafoni con il culo in ammollo, i quali vanno al mare a " Prendere" il sole come fosse una medicina obbligatoria, prescritta dal medico di famiglia.

Non amo vive la spiaggia da Luglio a fine Agosto, men che meno Davide, il quale passa la sua estate al mare per questioni di lavoro, e poi si sa con certezza che le spiagge si affollano di vecchietti rimbambiti che parlano tutto il tempo del clima, confermando l'ipotesi d'essere rimasti a corto di neuroni, e di signore in cartapecora, cariche di gioielli come venditori ambulanti, e maschi in avanzato stato di rimbecillimento, i quali credono di avere ancora vent'anni. E non dimentichiamoci dei bambini isterici e maleducati, che urlano tutto il tempo, da quando arrivano a quando se ne vanno, senza mai prendere fiato, neppure mentre mangiano, e ovviamente giovanissime coppiette che si strusciano per ore, inconsapevoli di offrire ai vicini di ombrellone, scene porno gratis.

L'inferno della " Divina Commedia" è in confronto una piacevolissima passeggiata.

Noi il mare ce lo godiamo in Ottobre, quando la maggior parte delle persone è in coda per comprarsi l'ultimo modello di piumino e stivali in pendant.

Lo scorso Maggio in una mattinata domenicale, abbiamo deciso di fare un bagno primaverile. La spiaggia era quasi deserta e la giornata calda e ventilata.

Una coppia di giovani genitori con un'intelligenza espansa più o meno un decimo di millimetro si è accampata accanto a noi, o per essere più precisi, sopra di noi. Forse si sentivano soli e bisognosi d'amore?

L'uomo ha cominciato a forare la sabbia con un bastone di alluminio plasticato, andando avanti per le lunghe e senza nessun risultato soddisfacente. Dopo dieci minuti la spiaggia sembrava una fetta di gruviera. Che stesse cercando un pozzo di petrolio?

Il provetto installatore di ombrelloni si è voltato verso di noi.

<< Non è assolutamente facile.>> ha cincischiato, quasi a voler giustificare la sua incapacità di manovalanza, sudato marcio dentro la sua maglietta aderente in stile  " Truzzo forever".

Mio marito si è alzato e in un nano secondo ha posizionato l'ombrellone, strategicamente un po’ più lontano.

Dopo i ringraziamenti imbarazzati hanno sistemato il pupo all'ombra, corredato di pannolone gigante e ciuccio consolatore, poi si sono reciprocamente unti di olio di cocco come maialini allo spiedo.

<< Usiamo l'olio di cocco perché ti fa abbronzare prima.>> ci ha informato lui, senza prendere in considerazione il fatto che fosse la loro prima esposizione solare, lo si evinceva dal colore verde-cadaverico della loro pelle.

<< Siete venuti per una vacanza?>> ho chiesto, e non so neppure perché.

<< No, stiamo qui solo oggi. Veniamo da Torino, andata e ritorno in giornata.>> ha risposto tutto fiero, convinto che fosse una cosa da sottolineare.

<< Hai visto amore, c'è il pedalò. Che romantico. Ci facciamo un giretto?>> ha chiesto lei appena il marito si è steso sul telo di spugna.

<< Se ti va…ma il piccolo?>>

<< Se vi fidate ve lo tengo io.>> mi sono offerta, convintissima che non accettassero.

Quali genitori sani di mente darebbero in custodia il proprio figlio a dei perfetti sconosciuti? Loro, perché hanno accettato ancora prima che finissi la frase. In quell'istante avrei voluto tagliarmi la lingua di netto.

<< Ci saranno le meduse nel mare?>> ha chiesto lui molto preoccupato.

<< Ovvio, dove si potrebbero trovare altrimenti, in autostrada?>> ha risposto Davide sarcastico e senza pietà.

Sono andati via per sistemare il loro culo unto su dei sedili di plastica unti, usati da trilioni di esseri umani dai culi unti. Per poi guardare cosa?

Poco dopo il piccolo ha cominciato a frignare. L'ho preso in braccio cercando di cullarlo mentre un odore di scoreggia rancida mi ha bloccato il respiro.

Dopo un'ora ero ancora lì, con il pupo in braccio che puzzava come una discarica a cielo aperto.

<< Saranno affogati?>> ha domandato Davide ridendo di me, che andavo e venivo su e giù per la spiaggia con il pupo preso per le ascelle, tenendolo lontano con le braccia tese.

Quando sono tornati erano sudati marci e rossi in viso per lo sforzo di pedalare, ed io ero sfinita per lo sforzo di trattenere il respiro.

<< Non abbiamo fatto il bagno perché abbiamo visto delle meduse. Meglio non rischiare, perché dicono che quando mordono fanno un male cane.>> ha detto lei sconvolta come se avesse visto sbucare dai flutti marini un missile della Nasa.

<< Mordono? Le meduse mordono? E da quando? Non ero a conoscenza.>> ho detto a bassa voce.

<< Bisognerà che il sindaco provveda far loro indossare la museruola.>> mi ha risposto Davide soffocando una risata.

<< Meglio così>> ha sentenziato lei << perché ieri sono andata dalla parrucchiera a fare la piega.>>

<< Strano>> ho sussurrato << mi stavo giusto chiedendo se l'avesse pettinata un gatto.>>

<< Ma amorino della mamma, hai fatto la merde?>> l'abbiamo sentita dire mentre raccoglievamo i nostri teli.

<< Andiamo a casa>> ho detto supplice << avere questo incontro ravvicinato del quinto tipo, mi ha accorciato la vita di sei settimane.>>

Un abbraccio dalla vostra amica Dada la quale crede fermamente che se anche lo dici in francese, la merda rimane merda.